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Giovedì 25 ottobre Fruit Attraction Madrid

2018/10/25

La giornata è partita volendo scoprire come arrivare sui mercati in maniera coesa, con un logo condiviso, in uno spazio unico, pur mantenendo la propria identità e unicità aziendale. Come sfruttare un'immagine paese che si propone riconoscibile sia per i colori scelti che per lo stile. Made in France, made with love e il motto prescelto: fatto in Francia, fatto con amore, che utilizza il bianco, il rosso della bandiera francese, e soprattutto il che non è un colore tipicamente usato per il food. È dunque un'immagine alternativa che attrae chiunque passi. La frutta trattata come fosse un profumo, un gioiello. L'esposizione complessiva francese è curata dalla Camera di Commercio e vede coinvolte le piccole e medie aziende di diverse regioni della Francia. Le imprese contribuiscono in minima parte alle spese e sfruttano l'opportunità e l'immagine coordinata.

Come sempre l'Olanda si distingue per l'originalità e la sensibilità estetica nell'esposizione e nella innovazione di servizio proposta, associata al prodotto.
Sia l'Olanda che il Belgio, ma anche i paesi al di oltremare come il Brasile, il Cile, la Costa Rica si sono presentati in maniera unitaria, molto strutturata e riconoscibili grazie a grafiche capaci di richiamare, attraverso il colore, lo Stato nazionale di appartenenza.

Esempi virtuosi di aziende evolute di medie-dimensioni, usano la produzione di seconda categoria per produrre trasformati di quarta e quinta gamma direttamente in azienda. Come l'azienda Bonnysa di Alicante.

E l'Italia? I mercati mondiali sono affamati di frutta fresca.
Parlando con buyer cinesi, ci siamo accorti che esistono protocolli per il commercio di kiwi gialli e arance, molto richiesti in Cina che aprono spazi ancora non saturati per l'export italiano.

Fruit Attraction 23-25 ottobre 2018 Madrid

2018/10/24

La Spagna alla decima edizione di un evento che permette al paese di valorizzare il piu importante dei suoi segmenti agricoli, quello fruit&vegs.

L’esposizione è coloratissima, 120 paesi rappresentati da 1600 espositori a disposizione di 70 mila tra professionisti e buyers. 8 padiglioni su una superficie di 50 mila metri quadrati. La Spagna e l’Italia così vicine per quantità di ortofrutta prodotte (31.2 milioni di tonnellate vs 30 milioni) si confrontano in una arena mondiale e non solo come competitors.

AgrilineaTv incontra ANECOOP, organismo di secondo livello che rappresenta le cooperative agricole spagnole, che ha concordato con Dori’ Europa , consorzio di origine italiana dei produttori kiwi giallo, strategie di co-branding e co-marketing Il Presidente Giampaolo dal Pane, mostra assoluta convinzione nel fatto che la strategia di espansione sul mercato, soprattutto in caso di forze equivalenti può essere la collaborazione tra potenziali competitors che concordano su protocolli di produzione di campo, logistici e commerciali.

ITA Italian Trade Agency coordinata da Cecilia Oliva, in collaborazione con FruitImpresa, ha permesso di esporre a Madrid a un gruppo di piccole e medie imprese, e aspira ad essere riconosciuto come brand di tutti gli espositori italiani all’estero. In realtà per il momento, molte aziende del nostro paese hanno avuto la forza di presenziare con uno stand autonomo rinunciando a un logo comune, auspicabile per il futuro. L’Italia mostra grande sicurezza della propria reputazione come produttore, rischiando forse di peccare un po’ in vivacità e originalità.

A tutto gas l’Express slow food, sempre sotto l’ala di ANEPCOOP, microrealtà che propone prodotti freschi e sani, con brevissima shelf-life e alta qualità. Con l’audacia di coniugare cibi preparati con lentezza (slow) per un consumo espresso che favorisca una corretta alimentazione.

La Spagna ci sorprende con una pera DOP, consumata soprattutto dal mercato interno e con l’abbondanza di frutti tropicali provenienti dalle Canarie. L’Italia non teme questa competizione sulla pera, tuttavia può guardare con interesse ai frutti esotici e spingersi a produrli negli areali del sud. Sempre più i paesi nordeuropei desiderano acquistare da mercati vicini per ridurre la carbon footprint evitando trasporti intercontinentali.